Home       Biografia       Agenda       Galleria       Stampa       Chamber Metal Project       CD       Live       Contatti



IL PIANISTA ALESSANDRO MARINO ALLA SOCIETÀ DEI CONCERTI

"Il concerto di ieri sera ha visto sul palco di Sala Verdi in Conservatorio il pianista Alessandro Marino con un impaginato variegato nei brani, ma unitario nella scelta. La componente virtuosistica dei lavori era evidente e Marino ha rivelato di possedere una tecnica di primo livello per rendere al meglio ogni composizione. Quello che si evidenzia nelle sue decise interpretazioni è la brillantezza delle timbriche estrapolate da una ritmica audace, a volte percussiva, nella coerenza delle dinamiche. L’ordine dei brani, scelti in modo ragionato, ha alternato compositori poco noti del secondo Ottocento come Joseph Joachim Raff con due Morceaux de Salon Op. 81 – Sicilienne e Tarantelle da i verdiani Vespri Siciliani – e Alfred Jaell con Parafrasi dal Lohengrin e Tannhauser Op. 35, a compositori ingiustamente poco eseguiti come Louis Moreau Gottschalk – Tournament Galoppo e Grande tarantelle – e Charles-Valentin Alkan con i primi due movimenti (20 anni, 30 anni Quasi Faust) dalla Grande Sonata in Re magg. Op. 33 “Les Quatre Ages”. Tra questi autori spiccano due celebrità quali Beethoven e la sua “Variazioni Eroica” Op. 35 e Liszt con le tre Rapsodie Ungheresi (n. 17, 18, 19) eseguite in modo unitario. L’unità stilistica interpretativa di Marino è tipica dei pianisti personali che ricercano in loro stessi e nella loro creatività motivi funzionali a novità d’esecuzione. Col suo programma spettacolare, incentrato in compositori anche virtuosi del pianoforte, è stato convincente per chiarezza espositiva ed esplicazione energetica. L’apice del bellissimo concerto è stato raggiunto nei due movimenti di Alkan, anticipati da una breve ma coinvolgente spiegazione. Qui ha dominato la tastiera. Due i bis concessi con un suo brano – coinvolgenti variazioni di un noto tema filmico – per terminare in un bellissimo Rachmaninov con il Momento musicale n. 4. Da ricordare a lungo."

Cesare Guzzardella