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ALESSANDRO MARINO, VIRTUOSO
DEL ROMANTICISMO BELLINIANO

"Un rutilante concerto belliniano, quello organizzato dall’Associazione Musicale Etnea, nell’ambito del cartellone di “Bellini nella città di Bellini”, domenica scorsa a Palazzo Biscari. Rutilante perché il protagonista, il giovane pianista Alessandro Marino, tanto ricco di talento e dal curriculum da fare invidia anche ad artisti provetti, ha messo in luce una tale padronanza tecnica e un tale impeto espressivo da trascinare il numeroso uditorio, nel quale si distinguevano personalità eminenti della cultura nazionale. Forse dire impeto è poco, dacché il virtuosissimo giovane non solo superava perfettamente le asperità degli spartiti, ma ne partecipava i sentimenti con un galoppo tra le note che è diventato una vittoriosa carica nella “Sinfonia per pianoforte solo” di Charles Valentin Alkan, vissuto nel secolo di Bellini, ma ben più longevo di lui. L’artista, prima di affrontare quelle pagine, ne ha esposto agli ascoltatori il carattere (cosa che fanno pochi solisti) e addirittura ne ha sceverato le intenzioni (cosa che non fa quasi nessuno): quella singolare “sinfonia” per uno strumento solo voleva essere il romantico dialogo con le potenze sotterranee e il finale librarsi dell’anima. Qualcosa di prossimo alle storie di Faust, o di Mefistofele, o del cavallo luciferino di Burger e del suo confratello carducciano. Esempi di romanticismo in bilico tra dolcezze e bagliori satanici (anche a Catania alcuni furono suscitati dal poeta Rapisardi, adorato dai giovani e condannato dalla Curia). Dopo la iniziale, sintetica indicazione, tutti hanno compreso come il romanticismo di cui Bellini interpretò l’anima sognante non fosse fatto solo di sospiri melodici: sentire, nello stesso programma, le note belliniane rielaborate da Liszt e Thalberg e gli studi di Chopin su quello sfondo formidabile che si è detto, ha prodotto non poca emozione e molte riflessioni sul vero significato di romanticismo oltre le semplificazioni scolastiche. Dunque, applausi prolungatissimi, richieste entusiastiche di fuori programma prontamente accontentate con brani di Mozart, Dvorák e Rachmaninov. I nobili principi Biscari dalle pitture settecentesche osservavano i rinnovati fasti della loro corte alla quale ebbe accesso anche il giovanissimo Cigno. E’ stato un concerto, ma anche una escursione a ritroso nel tempo che solo a Catania poteva essere tanto realistica."

SE. SC.